La Mediazione Sociale è un percorso di gestione costruttiva di microconflitti sociali, fondato sull’incontro tra persone che si trovano a vivere e condividere situazione di conflittualità urbana a causa di differenze culturali, generazionali, sociali, razziali, e finalizzato a promuovere una partecipazione collaborativa tra le stesse. La pratica della mediazione offre l’opportunità al “luogo del conflitto” di divenire “luogo dell’incontro”, attraverso l’uso di strumenti e tecniche che promuovono la partecipazione, la responsabilità e l’impegno sociale, valorizzando le capacità negoziali delle persone al fine di una gestione costruttiva e risolutiva del conflitto. Il fine autentico della mediazione sociale è quello di promuovere il rispetto ed il riconoscimento reciproco tra le persone,  far emergere e rafforzare gli effetti positivi della convivenza, della prossimità, della solidarietà e della collaborazione.

La mediazione ha una valenza di “alternativa alla giustizia”  e/o di un nuovo modo di regolazione sociale.

I mediatori sociali devono sentirsi “abitanti del quartiere e ricevere una formazione tale da non sentirsi come gli avvocati di una comunità, ma piuttosto come traiots d’union tra di esse” (Bonafé Schmitt, La mediation une joustice douce, Syros Alternative, Paris, 1992)

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