“.. la mediazione è come il fiore di loto:  nasce nel fango della sofferenza umana, grazie al suo coraggio ed al suo lungo stelo, cerca e poi si affaccia alla luce, con tutta la sua bellezza di forma e di colore…”    (Jacqueline Morineau)

La mediazione vittima-autore di reato (Victim-Offender Mediation), quale strumento principale della Giustizia Riparativa, è definito dalla Raccomandazione 19 (1999) del Consiglio d’Europa come quel “procedimento che permette alla vittima e al reo di partecipare attivamente, se vi consentono liberamente, alla soluzione delle difficoltà derivanti dal reato, con l’aiuto di un terzo indipendente (mediatore)”

La Mediazione in ambito penale è un percorso relazionale, libero e volontario, tra autore di reato e vittima, che opportunamente accompagnati da specifiche figure professionali  (i mediatori penali) si incontrano e confrontano per chiarire il conflitto generato dal reato (e/o che ha generato il reato), attivare forme di riconoscimento reciproco e di riparazione dell’offesa nella sua dimensione globale. Tale incontro-confronto offre un nuovo sguardo alla Giustizia con la possibilità di considerare che la responsabilità sia “verso qualcuno” e insieme “verso qualcosa”, verso la comunità.  Tale vision è espressa, in una dimensione globale dalla Giustizia Riparativa (Restorative Justice), cioè un paradigma di giustizia che offre un modello di intervento sui conflitti (originati da un reato o che si sono espressi attraverso un reato) caratterizzato dal ricorso a spazi, tempi e strumenti che consentono alle parti coinvolte nel reato (vittima, reo e/o comunità) di incontrarsi per gestire “insieme”, responsabilmente, gli effetti generati dal reato, con il possibile esito della riconciliazione. In tale ottica la mediazione, strumento privilegiato della Giustizia Riparativa, offre uno spazio ed un tempo “altro” in cui reo e vittima possono incontrarsi aldilà del ruolo, per dare voce al disordine emozionale ed alla violenza che spesso ne deriva, per riattivare una comunicazione interrotta o mai esistita, per trasformare la paura e/o gli effetti distruttivi del fatto-reato in occasione riparativa.

La mediazione penale è “luogo di ricostruzione della connessione”, attraverso uno spazio al cui interno possano svilupparsi gli incontri tra autore di reato e vittima e si possano “prevedere attività di risoluzione dei conflitti, anche di rilevanza non giuridica” (G.V. Pisapia, Editoriale Rassegna Italiana di criminologia, Anno II, n. 4, 1993).
Attraverso i programmi di Giustizia Riparativa non si ripara il danno, secondo un’ottica meramente compensativa, ma si progettano (preferibilmente in spazi nuovamente aperti alla relazione diretta fra le parti) azioni consapevoli e responsabili verso l’altro, che possano ridare significato, laddove possibile, ai legami fiduciari fra le persone.” (Stati Generali dell’Esecuzione Penale-Ministero della Giustizia). I programmi di Giustizia Riparativa hanno come obiettivo “la reintegrazione della vittima e del reo”, perché entrambi possano essere coinvolti nella progettazione di una riparazione che guarda al futuro, con una valenza profonda e, soprattutto, uno spessore etico che la rende ben più complessa del mero risarcimento.

La mediazione è uno spazio-tempo di opportunità, perchè si attivi una pratica riflessiva e trasformativa capace di generare rispetto, responsabilità, reciprocità, valore e benessere. Il conflitto de-forma, la mediazione tras-forma.. (F. Genzano)

MEDIAZIONE PENALE IN AMBITO MINORILE

mediazione-penale-minorileLa Mediazione Penale in ambito minorile offre, ai giovani autori di reato e alle vittime, l’opportunità di potersi incontrare per dare voce a vissuti ed emozioni generate dal reato, per riflettere, insieme, in uno spazio protetto e non giudicante, con consapevolezza e responsabilità,  sulle conseguenze del reato, al fine di chiarire e trasformare il conflitto e promuovere la riparazione (simbolica e/o materiale) dell’offesa.

Il sistema processuale penale minorile prevede l’attività di mediazione attesa la piena rispondenza di questo strumento con le finalità proprie della Giustizia Minorile. Gli spazi normativi in cui si realizzano le esperienze di mediazione penale minorile si individuano nel D.P.R. 448/88 e, più precisamente, nell’ambito delle indagini preliminari (art.9) durante l’udienza preliminare o nel dibattimento (art.27), nell’attuazione della sospensione del processo e messa alla prova (art.28), nell’applicazione delle sanzioni sostitutive della semidetenzione o della libertà controllata.

La mediazione valorizza la finalità educativa del D.P.R. 448/88, della Legge 272/89, della Legge 216/91 e successive modifiche ed integrazioni, offrendo ai giovani autori di reato momenti educativi finalizzati a realizzare gli obiettivi primari di:
 responsabilizzazione
 crescita e maturità (in termini di capacità di riconoscere il disvalore sociale della condotta e di capacità di attivare e gestire il controllo responsabile per potersene allontanare)
 costruzione di una identità consapevole e responsabile

Tale occasione di educazione alla responsabilità, promuovendo impegno, riparazione e motivazione al cambiamento, adempie ad una duplice funzione: consente di perseguire l’obiettivo pedagogico nel campo della giurisdizione penale e, nel contempo, favorisce il riconoscimento della dignità del dolore della vittima e del suo diritto alla riparazione dell’offesa subita, che indirettamente crea una “pacificazione sociale” tra le persone.

MEDIAZIONE PENALE IN AMBITO ADULTI

La Mediazione Penale offre agli adulti autori di reato e alle vittime un’opportunità di incontro, di narrazione della sofferenza, di dialogo e riconoscimento reciproco, di confronto sulle conseguenze distruttive del reato e del conflitto che ha generato il reato, al fine di poter insieme, responsabilmente, individuare modalità riparative dell’offesa nella sua dimensione globale.

Gli spazi normativi in cui si possono realizzare le esperienze di mediazione penale  sono:

> nell’ambito dell’istituto della “messa alla prova” di imputati adulti, introdotto, con l’art. 168 bis del c.p., dalla Legge 28 aprile 2014, n. 67 contenente “Deleghe al governo in materia di pene detentive non carcerarie e di riforma del sistema sanzionatorio. Disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili”(artt. 3 e ss.): in particolare, l’art. 464 –bis c.p.p. stabilisce che il programma di messa alla prova “in ogni caso prevede”, tra l’altro, “le condotte volte a promuovere, ove possibile, la mediazione con la persona offesa”

> nell’ambito dei processi che si celebrano davanti al Giudice di Pace. E’ possibile rinunciare alla obbligatorietà dell’ azione penale nei reati a querela della persona offesa, mentre il riconoscimento, anche ai fini processuali, degli esiti della attività di mediazione è disciplinato dal D.Lgs. 274/2000 sulla competenza penale del Giudice di Pace.  Le misure individuate dall’ordinamento al Giudice di Pace per promuovere e realizzare la conciliazione sono di tre tipi:

1) misure strettamente sanzionatorie non detentive (le prestazioni di attività non retribuite a vantaggio della comunità ex art. 54, l’obbligo di permanenza domiciliare ex art. 53 e misure prescrittive specifiche tipo pena pecuniaria) – 2) misure conciliativo-mediatorie (la mediazione ex art 29 co. 4 finalizzata alla remissione della querela) – 3) misure  riparative (le condotte riparatorie “estintive” del reato ex art 35)

A queste misure, va aggiunta la possibilità ex art. 34 dell’esclusione di procedibilità per particolare tenuità del fatto, istituto mutuato dal processo minorile (art 27 D.P.R. 448/88).

Si può fare ricorso alla Mediazione Penale per gli adulti ex art. 29 e 35 D.Lgs. 274/2000. Ai sensi dell’art. 29 “Il giudice, quando il reato è perseguibile a querela, promuove la conciliazione tra le parti. In tal caso, qualora sia utile per favorire la conciliazione, il giudice può rinviare l’udienza per un periodo non superiore a due mesi e, ove occorra, può avvalersi anche dell ‘attività di mediazione di centri e strutture pubbliche o private presenti sul territorio. In ogni caso le dichiarazioni rese dalle parti nel corso dell’attività di conciliazione non possono in alcun modo essere utilizzate ai fini della deliberazione“.

Il Giudice di Pace, infatti, quando il reato è perseguibile a querela, può promuovere la mediazione tra le parti in conflitto al fine della conciliazione, inviando il caso ad appositi qualificati centri di mediazione esterni all’ apparato giudiziario.

L’art. 35 del D.Lgs 274/2000, che riconosce alla “condotta riparativa” realizzata prima del giudizio, efficacia estintiva del reato, recita poi : “Il Giudice di pace, sentite le parti e l’eventuale persona offesa, dichiara con sentenza estinto il reato, enunciandone la causa nel dispositivo, quando l’imputato dimostra di aver proceduto, prima dell’udienza di comparizione, alla riparazione del danno cagionato dal reato, mediante le restituzioni o il risarcimento, e di aver eliminato le conseguenze dannose o pericolose del reato. Il Giudice di pace pronuncia la sentenza di estinzione del reato di cui al precedente comma solo se ritiene le attività risarcitorie e riparatorie idonee a soddisfare le esigenze di riprovazione del reato e quelle di prevenzione“.

> nella fase di esecuzione della pena, in particolare nell’ ambito di misure alternative alla detenzione, durante l’affidamento in prova al servizio sociale, art. 47 L. 26 luglio 1975 n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’ esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), che al comma 7 stabilisce che “nel verbale deve anche stabilirsi che l’affidato si adoperi in quanto possibile in favore della vittima del suo reato ed adempia puntualmente agli obblighi di assistenza familiare”; oppure durante la liberazione condizionale, di cui all’art. 176 c.p., nell’ ambito delle prescrizioni che il giudice può impartire al soggetto in regime di libertà
vigilata, oppure, nell’ ambito dei presupposti richiesti dal giudice per la sua concessione (l’art. 176 c.p. richiede un comportamento “tale da far ritenere sicuro il ravvedimento del reo”).

Il “Centro di Mediazione Penale e Giustizia Riparativa” di Studio IRIS è stato istituito nel 2011 ed ha iniziato la sua attività nel 2012 quale unico centro competente per il territorio regionale della Basilicata.

La struttura del Centro di Mediazione Penale e Giustizia Riparativa di Studio IRIS, con componente esclusivamente privata, garantisce la necessaria neutralità e mette a disposizione professionalità altamente qualificate e competenti che, a tutt’oggi, hanno promosso un significativo processo di sviluppo di una cultura della mediazione, oltre che determinato una fluida comunicazione e la possibilità di un serio lavoro di rete con i Servizi della Giustizia con cui sono in atto proficue collaborazioni.

Attualmente l’ Equipe di Mediatori Penali di Studio IRIS è composta da 18 Mediatori Penali, di cui 8 Mediatori anche specializzati in counseling umanistico vittimologico – operatori di ascolto alle vittime.

La sede principale del Centro di Mediazione Penale e Giustizia Riparativa si trova a Potenza.  Altre sedi attive: Matera – Roma – Salerno – Pescara

I servizi erogati nell’ambito delle attività del Centro sono: 

  • MEDIAZIONE PENALE
  • Programmi/strumenti di GIUSTIZIA RIPARATIVA
  • Spazio di Ascolto alle Vittime
  • Servizi alle vittime di reati (servizi generali e specialistici) – In applicazione dei criteri previsti dalla Direttiva 2012/29/UE (art. 8 Diritto di accesso ai servizi di assistenza alle vittime e art.9 Assistenza prestata dai servizi di assistenza alle vittime), Studio IRIS eroga dal 2013, con proprie risorse umane ed economiche, servizi generali di assistenza alle vittime e servizi di assistenza specialistica, attraverso professionisti competenti e specializzati che forniscono ascolto, aiuto e sostegno, e garantisce accesso ai siffatti servizi sia per la vittima che per i familiari che vi hanno accesso in funzione delle loro esigenze specifiche e del danno subito a seguito del reato commesso nei confronti della vittima.

Destinatari degli interventi sono:

➢ VITTIME
Persone offese (italiani e stranieri, minori e adulti) o parti offese dai reati

MINORI E GIOVANI AUTORI DI REATO di età compresa tra i 14 e i 25 anni, distinti nelle seguenti tipologie:
– minori e giovani di reato in carico dell’area penale esterna in carico agli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni
– minori e giovani autori di reato, dell’area penale interna in carico agli Istituti Penali per i Minorenni

➢ ADULTI AUTORI DI REATO (italiani e stranieri, indagati-imputati-condannati), dell’area penale esterna presi in carico dagli Uffici Distrettuali di Esecuzione Penale Esterna – Ministero della Giustizia e residenti sul territorio di competenza – utenti sottoposti a misure alternative alla detenzione, percorsi di messa alla prova ex lege n. 67/2014 e affidamento al servizio sociale, al fine di garantire agli stessi la fruizione di idonei percorsi di responsabilizzazione e di riparazione nei confronti della persona offesa.

Oltre alla mediazione penale (victim-offender mediation)  Studio IRIS realizza, ove possibile, e nell’ambito di specifiche progettualità autorizzate dal Ministero della Giustizia,  anche altri percorsi e programmi di Restorative Justice (apology, mediazione con vittima a-specifica, familiy conference group, panel, gruppi riparativi, ecc.. ) declinati dall’ ONU in Basic Principles on the use of Restorative Justice programmes in criminal matters, Risoluzione n.1/2002.

Studio IRIS gestisce ed eroga Servizi di Mediazione Penale e Giustizia Riparativa:

  • in Basilicata (Potenza e Matera) | ambito minori in area penale esterna ed interna, su affidamento dell’Istituto Penale per i Minorenni e Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Potenza, Ministero della Giustizia   |  ambito adulti in area penale esterna, su incarico  dell’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Potenza, Ministero della Giustizia  |  Spazio di Ascolto alle Vittime
  • in Abruzzo (Pescara) ambito adulti in area penale esterna, su affidamento dell’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Pescara, Ministero della Giustizia | Spazio di Ascolto alle Vittime
  • in Campania (Salerno e Benevento) – ambito adulti in area penale esterna, su affidamento dell’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Salerno, Ministero della Giustizia  –  Spazio di Ascolto alle Vittime  |  ambito adulti in area penale esterna, su incarico dell’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Benevento – Ministero della Giustizia

Sono in corso di attivazione altre sedi e servizi sul territorio nazionale.

Per INFO e appuntamento:

E-mail: info@mediazioneiris.com|Pec: studioiris.mediazionepenale@pec.it

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