Innovazione e vocazione sociale sono elementi fondanti la mission di Studio IRIS.

Innovazione e vocazione sociale sono requisiti fondamentali di una start up innovativa a vocazione sociale.

Oggi Studio IRIS è stata riconosciuta Start Up Innovativa a Vocazione Sociale.

Dal 19/04/2013 Studio IRIS è iscritta nella sezione speciale delle Start Up Innovative presso la Camera di Commercio di Potenza.
Dal 18/08/2015 Studio IRIS è iscritta nella sezione speciale delle Start Up Innovative a Vocazione Sociale presso la Camera di Commercio di Potenza.

Le Start Up Innovative a Vocazione Sociale (SIaVS) sono Start up innovative che, oltre a rispettare tutti i requisiti che previsti per le start up innovative, si caratterizzano anche per svolgere la propria attività in via esclusiva in settori di utilità sociale.I settori in questione sono quelli indicati all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155: assistenza sociale, assistenza sanitaria, educazione, istruzione e formazione, tutela dell’ambiente, valorizzazione del patrimonio culturale, turismo sociale, formazione extrascolastica, universitaria e post-universitaria,  servizi culturali.

Le start up innovative a vocazione sociale sono state introdotte nell’ordinamento italiano dall’articolo 25 comma 4 del D.L. 179/2012 convertito dalla Legge 221/2012. A pieno diritto esse condividono le caratteristiche e i requisiti delle imprese “startup innovative”: possono essere strutturate in forme molteplici di società di capitale (Srl, SpA, SApA, cooperative), devono avere la sede principale in Italia, non possono essere quotate in Borsa né distribuire utili e/o dividendi, devono essere costituite e operative da non più di quattro anni, devono rispettare alcuni requisiti dimensionali e di sostanziali.

Innovazione e vocazione sociale sono elementi fondanti la mission di Studio IRIS.

Fare innovazione per Studio IRIS non significa stravolgere metodi e processi, offrendo soluzioni che non rispondono tempestivamente a esigenze prioritarie; significa provare a migliorare la qualità di metodi e processi già esistenti, offrendo soluzioni più efficaci, efficienti e sostenibili, al fine di produrre risultati significativi per la collettività. Lo studio, la ricerca-azione e l’applicazione di strumenti dell’innovazione sociale nell’ambito della formazione e dell’assistenza sociale necessitano di teoria, ricerca e “pratica sul campo”; senza tutto questo Studio IRIS non avrebbe mai potuto attivare, tra l’altro con risorse proprie economiche,materiale e professionali, processi innovativi ..nè sostenerli.

Tra le principali ragioni per le quali i progetti di Studio IRIS possono essere riconosciuti innovativi:

  • attivazione di nuove relazioni sia tra soggetti coinvolti nella realizzazione dell’attività (collaborazione orizzontale) sia tra produttore e utilizzatore (collaborazione verticale)
  • diffusione di servizi a categorie di utenti prima esclusi dalla loro
  • miglioramente significativo, in termini di efficacia ed efficienza, del modus operandi sia interno che esterno
  • utilizzo di nuove tecnologie per la costruzione e lo sviluppo di una comunità di pratica
  • miglioramento strutturale di spazi e condizioni ambientali-sociali
  • miglioramento della vita sociale e relazionale delle persone

L’impatto sociale in termini di innovazione non contempla solo la possibilità di cambiare il paradigma dell’assistenzialismo, ma di far camminare l’idea consapevole che grazie ad un approccio eticamente responsabile ,le problematiche non sono più a carico della società ma emergono come un’esigenza di natura sociale, che attribuisce stabilità sostenibilità alla misura di sostegno adottata.

I fondatori di Studio IRIS, sin dalla sua nascita come idea/sogno, avevano ben chiaro che era necessario affrontare con coraggio una grande sfida di cambiamento, in una terra assetata di giustizia e verità e che per farlo non si poteva più aspettare, ma era urgente agire e provare a cambiare le cose; per dirlo con le parole del Prof. Gianni Lo Storto (Direttore generale LUISS Guido Carli), “l’innovazione sociale, potremmo dire, si fa e non si aspetta. Un approccio “ecologico” all’innovazione deve comportare un miglioramento, una rivoluzione estetica dei rapporti umani. Chi intende innovare a livello sociale deve lasciare la comfort zone, avere il coraggio di perdere l’equilibrio individuale per trovarne uno collettivo.”